Nel corso degli anni, progettando e gestendo store su Magento e ora Adobe Commerce, la ricerca interna è sempre stata uno di quei componenti che tutti danno per scontati finché non smettono di funzionare. Il campo di ricerca è la parte del sito dove il visitatore ti dice, con parole sue, esattamente cosa vuole comprare. Eppure per anni l’ho vista trattata come un dettaglio di configurazione, qualcosa da lasciare ai valori di default e dimenticare.
Con l’ultimo Adobe Summit è arrivata sul tavolo Adobe Commerce Live Search, la nuova ricerca powered by Adobe Sensei, l’AI di Adobe. È inclusa nella licenza Adobe Commerce e cambia il modo in cui la search viene erogata. Ho passato le ultime settimane a leggere la documentazione, provarla e ragionare su dove ha senso e dove no. Qui c’è la mia lettura dal campo, senza entusiasmi automatici.
Cos’è Live Search, in concreto
Live Search è un servizio SaaS di ricerca on-site per Adobe Commerce, alimentato dall’intelligenza artificiale di Adobe Sensei e incluso nella licenza. Non gira sul tuo server: i dati di catalogo vengono sincronizzati verso l’infrastruttura Adobe tramite il SaaS Data Export, e le query dei clienti vengono servite da lì attraverso GraphQL e un widget di storefront pronto all’uso.
La differenza rispetto al passato è sostanziale. Fino a ieri, la ricerca “seria” su Magento 2 e Adobe Commerce significava installare, configurare e mantenere un cluster Elasticsearch on-premise. Con Live Search quella responsabilità operativa si sposta su Adobe. Tu configuri regole e merchandising da un pannello; l’indicizzazione, lo scaling e la rilevanza li gestisce il servizio.
Cosa porta Adobe Sensei nella rilevanza
Il punto interessante non è tanto “c’è l’AI” — formula che ormai mi fa alzare un sopracciglio — quanto dove agisce. Sensei lavora sulla relevance: osserva i comportamenti reali (cosa viene cliccato, aggiunto al carrello, acquistato dopo una certa query) e riordina i risultati di conseguenza. È rilevanza che apprende dal traffico dello store, non una lista di sinonimi scritta a mano.
Su Elasticsearch classico ottenevi buoni risultati, ma il tuning della rilevanza era in larga parte un lavoro manuale: pesi sugli attributi, boosting, sinonimi, regole scritte da chi conosceva il catalogo. Funziona, ma non scala bene e invecchia in fretta quando il catalogo o la stagionalità cambiano. L’approccio di Sensei promette di ridurre proprio quella manutenzione continua.
Merchandising, faceting e performance
Oltre alla rilevanza, Live Search introduce funzioni che nel mondo on-premise richiedevano estensioni di terze parti o sviluppo custom:
- Merchandising visuale delle regole di search: puoi promuovere, retrocedere o fissare prodotti per determinate query direttamente da un’interfaccia, senza toccare codice.
- Faceting e filtri costruiti sugli attributi del catalogo, con configurazione più diretta rispetto ai layered navigation tradizionali.
- Performance e scaling a carico del servizio: essendo SaaS, i picchi di traffico durante una campagna o un periodo di saldi non si traducono in un problema di dimensionamento del tuo cluster.
- Popover di ricerca con anteprima dei risultati mentre si digita, già incluso come componente di storefront.
Quest’ultimo punto è quello che, nella pratica, i merchant sottovalutano di più. Ho visto store dove il collo di bottiglia nelle giornate di picco non era il checkout ma proprio l’infrastruttura di ricerca, con query lente che degradavano l’esperienza nel momento peggiore. Spostare quel carico fuori dal server è un vantaggio operativo concreto, non un dettaglio.
Cosa significa davvero “inclusa”
“Inclusa” significa che Live Search fa parte della licenza Adobe Commerce, senza costo aggiuntivo di prodotto e senza dover acquistare o mantenere un motore di ricerca separato. È una parola su cui invito a non essere ingenui, però.
Incluso nella licenza non vuol dire gratis in senso assoluto. Resta il lavoro di adozione: sincronizzare correttamente il catalogo, ridisegnare il template di search sul nuovo widget, rifare il merchandising, testare la rilevanza su query reali. Su uno store complesso, con logiche di prezzo particolari o cataloghi molto strutturati, questo è un progetto vero, non un flag da attivare. Il risparmio semmai arriva dopo, sulla manutenzione: meno infrastruttura da presidiare, meno estensioni di terze parti da licenziare e aggiornare.
Per chi ha senso adottarla ora
La mia posizione, oggi, è pragmatica. Live Search ha più senso per i merchant Adobe Commerce che oggi spendono tempo e budget nel mantenere Elasticsearch e nell’acquistare estensioni di search di terze parti. Se sei in quella situazione, il conto torna: stai già pagando quella complessità, e qui te ne liberi in buona parte usando qualcosa incluso nella licenza che hai già.
Chi invece ha appena finito di investire in una soluzione di ricerca custom molto tarata, con logiche di rilevanza specifiche che il business considera un asset, farebbe bene ad aspettare. Non per diffidenza verso Sensei, ma perché una migrazione ha senso quando risolve un problema che senti, non solo perché la casella è nuova.
Un caso concreto anonimizzato: un merchant fashion mid-market con cui ho lavorato aveva un catalogo ampio e stagionale, e passava ore ogni cambio collezione a rifare pesi e sinonimi su Elasticsearch. È esattamente il profilo per cui una rilevanza che apprende dal traffico e un merchandising visuale valgono l’investimento di migrazione. All’opposto, un B2B con catalogo ristretto e ricerche molto guidate da codice prodotto ha bisogni diversi, e lì la ricerca AI porta meno valore incrementale.
La mia opinione, in breve
Credo che Live Search sia una delle mosse più sensate viste ultimamente in casa Adobe Commerce, perché non aggiunge una feature isolata: sposta un pezzo di infrastruttura critica verso un modello SaaS e ci mette sopra l’AI che Adobe sviluppa da anni con Sensei. Non è magia e non risolve i problemi di chi ha un catalogo dai dati sporchi — la qualità dei product data resta il fattore che fa la differenza in qualsiasi motore di ricerca. Ma per il merchant medio su Adobe Commerce alleggerisce un carico reale e alza il livello di partenza. Per me è da valutare seriamente, con la testa lucida di chi calcola i costi di adozione e non solo l’etichetta “incluso”.
Mini-FAQ
Live Search sostituisce Elasticsearch?
Per la ricerca on-site sì: essendo un servizio SaaS gestito da Adobe, non richiede più di installare e mantenere un motore di ricerca on-premise per lo storefront. Adobe Commerce continua comunque a lavorare con Elasticsearch nelle configurazioni tradizionali per chi non adotta Live Search.
Live Search ha un costo aggiuntivo?
No, è incluso nella licenza di Adobe Commerce. Il costo reale sta nel progetto di adozione: sincronizzazione del catalogo, restyling della search, rifacimento del merchandising e testing.
Cosa fa esattamente Adobe Sensei in Live Search?
Sensei alimenta la rilevanza dei risultati apprendendo dal comportamento reale dei clienti (click, aggiunte al carrello, acquisti) e riordinando di conseguenza i risultati, riducendo il tuning manuale di pesi e sinonimi.
È adatta a tutti gli store Adobe Commerce?
Ha più senso per chi oggi sostiene la complessità di Elasticsearch o di estensioni di search di terze parti, e per cataloghi ampi e stagionali. Per store con logiche di ricerca custom molto tarate o cataloghi ristretti e guidati da codice, il valore incrementale è minore.
Fabio Canovi — Esperto di Magento e Adobe Commerce, tra i primi in Italia a ottenere la certificazione Adobe Commerce. Progetto e seguo store enterprise sulla piattaforma da oltre dieci anni, dai tempi di Magento 1.